logoriserva.gif (4432 byte)C E N T R O   D I   E D U C A Z I O N E   A M B I E N T A L E

R I S E R V A  N A T U R A L E  S T A T A L E  " L I T O R A L E  R O M A N O "

ENTE GESTORE : COMUNE DI ROMA - DIPARTIMENTO TUTELA AMBIENTE E DEL VERDE - PROTEZIONE CIVILE

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Titolo
Le basi ecologiche della strutturazione spaziale del nostro territorio:
la Riserva Naturale Statale “Litorale Romano”.



Presentazione corso

Il corso tratta alcuni temi particolari riguardanti l’Ecologia: il disturbo e la frammentazione negli ambienti naturali, con esempi riferiti al territorio della Riserva. Costituisce quindi un’occasione significativa per approfondire questioni importanti relative alla conoscenza delle problematiche ambientali della Riserva, fornendo una base formativa per chi svolge didattica ambientale e per coloro che studiano o lavorano nel campo della gestione degli ambienti naturali.

Metodologia:
Si intende adottare un metodo induttivo, che prenda come modello un esempio concreto di biotopo, ne studi i processi ecosistemici in relazione con le interferenze antropiche, in modo da arrivare a delle generalizzazioni immediatamente trasferibili alle indicazioni di gestione. Come modello si prenderà Torre Flavia, su cui sono in corso degli studi multidisciplinari, con esempi tratti dalle zone umide della Riserva del Litorale.
Come processo ecosistemico chiave si adotterà il regime idrogeologico delle zone umide e in particolare di Torre Flavia. Infatti da questo processo discendono a cascata la maggior parte delle proprietà e dei processi dell’ecosistema palustre.
Si vuole enfatizzare come la gestione degli ecosistemi non possa limitarsi alla scala del biotopo, ma debba prendere in considerazione il contesto territoriale.

Obiettivo del Corso:
Far conoscere le complesse problematiche ecologiche conseguenti al disturbo, alla trasformazione e alla frammentazione del territorio.

Destinatari:
Il corso è rivolto a

  • operatori che già svolgono attività di educazione ambientale per la Riserva,
  • laureati e laureandi in discipline tecniche e scientifiche.
Il corso è a numero chiuso, per un massimo di 40 persone.

Finanziamento:
Il Comune di Roma ne ha finanziato lo svolgimento, nell’ambito del contributo annuale per il CEA. Come forma di finanziamento integrativo, nonché di responsabilizzazione per i partecipanti, è prevista una quota di iscrizione di 20 euro a carico di ciascuno.

Riconoscimento:
E’ stato richiesto il riconoscimento del corso come credito formativo a
  • Università la Sapienza, Facoltà di Biologia e Facoltà di Scienze Naturali
  • Università Roma 3, Facoltà di Biologia,
  • Università di Tor Vergata, Facoltà di Ingegneria, Corso di laurea Ambiente e Territorio.

Direttore del Corso
Dott.ssa Maria Gabriella Villani, Responsabile del CEA
e-mail mg.villani@mclink.it

Relatori
Dott. Corrado Battisti, Naturalista Servizio Conservazione Natura Provincia di Roma
Dott. Giuliano Fanelli, Collaboratore con l’Accademia delle Scienze, detta dei Quaranta

Sede di svolgimento
CEA, Centro di Educazione Ambientale Riserva naturale statale “Litorale Romano”,
Via del Martin Pescatore, 66 Casale Pantano Castel Fusano, 00124 Roma

Date
19, 21, 23 settembre 2005 ore 9 – 13.15
26 settembre ore 9.30 – 11.30
Ore totali: 15

Programma e temi dei singoli incontri

19 settembre 2005, lunedì

L’influenza del regime idrogeologico sul mosaico vegetazionale e sulla fauna

Relatore G. Fanelli

Relatore C. Battisti

21 settembre 2005, mercoledì

Relazioni tra regime idrogeologico e fenomeni popolazionistici e di comunità, in particolare animali

Relatore G. Fanelli

Relatore C. Battisti

23 settembre 2005, venerdì


La gestione dei luoghi umidi attraverso la rimodellazione dei regimi idrogeologici alterati

Relatore G. Fanelli

Relatore C. Battisti

26 settembre 2005, lunedì

Conclusioni
Elaborazione di un progetto di gestione di un ambiente umido

Relatori in compresenza: Corrado Battisti e Giuliano Fanelli

I temi saranno sviluppati maggiormente per l’aspetto floristico vegetazionale da parte del Relatore Giuliano Fanelli e per l’aspetto faunistico da parte del Relatore Corrado Battisti

Nell’ambito dei vari incontri saranno approfonditi i seguenti argomenti da parte del Relatore Giuliano Fanelli

Le fasi principali del ciclo dell’azoto
L’azoto come fattore limitante della fotosintesi
Il rapporto N/P come espressione della limitazione dei nutrienti
Stechiometria ecologica

Principali aspetti della dispersione delle piante in relazione con la dinamica di popolazioni
Recruitment limitation nelle piante
Le specie esotiche (aliens)
Specie vegetali in espansione nel litorale romano
La curva specie/area
Macroecologia: nicchia o dispersione?

Le strategie di Grime. Il modello CSR.
Chiave per riconoscere le strategie CSR del litorale.
È possibile applicare il modello CSR agli animali?

Nell’ambito dei vari incontri saranno approfonditi i seguenti argomenti da parte del Relatore Corrado Battisti

Il processo dinamico di origine antropica attraverso il quale un’area naturale subisce un disturbo a causa della suddivisione in frammenti più o meno disgiunti e progressivamente isolati porta a
  • scomparsa e/o riduzione in superficie di determinate tipologie ecosistemiche,
  • insularizzazione progressiva e riorganizzazione spaziale dei frammenti ambientali residui,
  • aumento dell’effetto di margine, creazione e aumento in superficie di tipologie ecosistemiche di origine antropogenica.
La tutela degli ambienti naturali attuata attraverso l’istituzione di aree protette viene generalmente considerata la forma di governo più idonea a contrastare le trasformazioni ambientali indotte dall’uomo e a conservare specie, comunità, ecosistemi e processi ecologici. Tuttavia la sola istituzione di aree protette e la loro gestione non può garantire la conservazione in tempi lunghi di alcune componenti della diversità.

La pianificazione di rete ecologica si pone l’obiettivo, sotto lo stretto profilo della conservazione di conservare, di mantenere o ripristinare una connettività fra popolazioni ed ecosistemi in paesaggi frammentati. L’attuale pratica di questo obiettivo tuttavia presenta alcune difficoltà, dovute essenzialmente alla complessità delle differenze ecologiche tra le specie oggetto di indagine, delle scale spaziali e temporali di riferimento dei livelli ecologici coinvolti, nonché dei complessi fattori che agiscono nel “mondo reale”.



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