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ENTE GESTORE : ROMA CAPITALE - DIPARTIMENTO TUTELA AMBIENTALE - PROTEZIONE CIVILE

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Educare alla sostenibilità
Le opportunità che il CEA, Centro di Educazione Ambientale, offre al mondo della scuola

Si sente talvolta parlare di “sviluppo sostenibile” ma il primo impatto è quello di avere di fronte un termine lontano dal nostro quotidiano, quasi difficile da capire e da comunicare.

Ricordiamo che nel 1987 la Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo dell'ONU definì lo sviluppo sostenibile come “quello che soddisfa le necessità delle attuali generazioni senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare le proprie".

Sull’educazione alla sostenibilità sentiamo cosa pensa Gianpaolo Montinaro, una delle nostre guide ambientali: “ Conducendo le classi lungo i diversi itinerari della Riserva del Litorale Romano, sulle dune, come nella pineta o navigando sul Tevere, scaturiscono continue riflessioni sul concetto di limite allo sviluppo: osserviamo sotto vari aspetti come e quanto l’espansione della città incide e spesso minaccia le aree naturali. La Riserva è uno strumento dello sviluppo sostenibile è indispensabile per non compromettere le possibilità delle future generazioni, preservando la qualità e la quantità del patrimonio ambientale” Continua Gianpaolo: “Il mio impegno di guida ambientale è quello di far conoscere i meccanismi che regolano il territorio, ponendo attenzione alle relazioni, stimolando la collaborazione e la partecipazione, guidando verso processi di cambiamento effettivo dei comportamenti”.

Educare alla sostenibilità è l’obiettivo del nostro Centro che vuole offrire ai docenti un sostegno attraverso la possibilità di effettuare incontri in classe, laboratori e visite guidate. Vogliamo costruire insieme ai docenti un percorso di conoscenza dell’ambiente che parta dalla conoscenza del proprio territorio. Costruire un cammino formativo trasversale con l’apporto delle diverse discipline, per fornire strumenti per una lettura critica del territorio, in un’ottica di complessità.

Le attività sono svolte da operatori esperti: le nostre guide ambientali sono laureati in scienze naturali o biologiche per i percorsi naturalistici e in lettere antiche per i percorsi storici.

Qual’è il ruolo della guida ambientale? La guida ambientale favorisce il contatto con l’ambiente: facilita il rapporto tra la persona, piccolo o grande che sia, e l’ambiente; aiuta a sperimentare, attraverso la totale immersione in ambienti naturali ed umani ricchi e coinvolgenti, un diverso modo di percepire la realtà.

Ci spiega Simona Caporosso, guida del CEA: “La guida ambientale cerca di comunicare emozioni, di trasmettere le emozioni che provengono dall’ambiente naturale. L’emozione infatti rimane impressa nella memoria, nell’ immaginario. Cerchiamo di comunicare le emozioni ai bambini ed ai ragazzi, dalle materne alle superiori, ma anche con il pubblico adulto seguiamo gli insegnamenti di questo antico proverbio cinese:

”se mi dici dimentico, se mi fai vedere ricordo, se mi coinvolgi capisco”.

Aggiunge Simona “L’approccio è il più diretto possibile attraverso la vista ma anche il tatto, l’odorato, il gusto: facciamo accarezzare le foglie del lentisco o del mirto e poi sentiamo il profumo che gli oli essenziali hanno lasciato sulle nostre mani, invitiamo a toccare lievemente gli aghi del ginepro fenicio e di quello coccolone, sentiamo quanto è morbido il primo e pungente il secondo. Con i pastelli a cera proviamo a fare il calco delle diverse cortecce. Osserviamo le tracce degli animali: aculei di istrice, impronte dei cinghiali nel fango, le pigne rosicchiate dai topolini, i buchi degli insetti sulle cortecce dei vecchi pini.”

Si privilegia la descrizione dell’insieme, dell’ecosistema e poi vengono mostrati gli elementi che compongono l’insieme. Aggiunge Silvia Castellani, guida del CEA: “E’ importante anche conoscere le singole specie ma se vogliamo che quella conoscenza rimanga dobbiamo legarla all’esperienza individuale. Se parliamo del lentisco possiamo ricordare che la resina di questa pianta veniva utilizzata qualche secolo fa come gomma da masticare e per profumare l’alito oppure che le bacche della smilax, detta anche “salsapariglia” sono quelle di cui sono golosi i Puffi…



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